Quando candidarsi ad un annuncio di lavoro? La guida definitiva

Quando candidarsi ad un annuncio di lavoro? Come ho sempre detto, rispondere agli annunci di lavoro su LinkedIn o sui vari portali rimane fondamentale ma non dovrebbe occupare più del 25% delle tue risorse all’interno di una strategia multi-canale. Infatti, secondo le stime più recenti solo il 12-30% di chi cerca lavoro lo trova tramite annunci, tutti gli altri lo fanno tramite altre modalità. Dunque, capire se vale la pena investire tempo per candidarsi a un annuncio di lavoro è fondamentale per una ricerca efficace: la strategia non è inviare il CV a pioggia, sperando che qualcuno risponda, ma puntare sulla qualità degli invii.

Inviare candidature mirate permette di ottenere più colloqui con meno sforzo. Ma come decidere quando sei il candidato “giusto”?

Quando cerchi lavoro in risposta agli annunci, devi tenere conto di una linea guida generale composta da 4 aree principali, che puoi vedere rappresentate nello schema qui sotto.

I 4 pilastri per valutare un annuncio di lavoro

Prima di cliccare su “Candidati”, analizza l’offerta di lavoro attraverso queste quattro lenti:

  1. Motivazione: Vuoi davvero fare quel lavoro? Ti vedi in quell’azienda o in quel progetto per un periodo significativo?
  2. Competenze: Possiedi le abilità pratiche e tecniche richieste per svolgere le mansioni descritte?
  3. Qualifiche: Hai i titoli di studio, le certificazioni o le abilitazioni specifiche richieste (se presenti)?
  4. Compatibilità: C’è affinità tra i tuoi valori, il tuo stile di lavoro e la cultura aziendale (per quanto è possibile capirla dall’annuncio)? La proposta economica e logistica è sostenibile per te?

Solo se la risposta a queste domande è prevalentemente positiva, ha senso procedere con l’analisi dei requisiti.

Quando candidarsi ad un annuncio di lavoro: i 4 pilastri per valutare un annuncio di lavoro
i 4 pilastri per valutare un annuncio di lavoro

Come leggere (davvero) un annuncio di lavoro

L’annuncio di lavoro, spesso chiamato Job Profile o Job Description, è la fonte di tutte le informazioni. Molti candidati, purtroppo, lo leggono superficialmente (specialmente su piattaforme come LinkedIn, dove le candidature “a casaccio” abbondano).

È vero, alcuni annunci sono scritti male: blocchi di testo interminabili o, al contrario, poche righe che non dicono nulla. Spesso questo rivela che l’azienda stessa non ha le idee chiare. Altre volte, la complessità è giustificata dalla natura tecnica del ruolo.

In ogni caso, il tuo compito è “decodificare” l’annuncio per capire cosa l’azienda cerca realmente. Il segreto sta nel dividere le richieste in due categorie.

La distinzione chiave: requisiti essenziali vs. preferenziali

Quando leggi un annuncio ben scritto, noterai che le richieste non hanno tutte lo stesso peso. La tua analisi deve separare ciò che è indispensabile da ciò che è solo desiderabile.

1. Requisiti essenziali (Must-have)

Sono gli elementi senza i quali la tua candidatura verrà quasi certamente scartata. Sono i “dogmi” della selezione, anche se un minimo di flessibilità esiste.

  • Esempio: Se una posizione richiede “necessariamente la conoscenza della lingua francese” e tu non la parli, è inutile candidarsi.
  • Margine di flessibilità: Se l’annuncio richiede “Francese livello C1” e tu hai un B2 avanzato e solido, puoi tentare. Se richiede “minimo 6 anni di esperienza” e tu ne hai 5, ma molto intensi e dimostrabili in quel settore specifico, candidati.

2. Requisiti preferenziali (Nice-to-have)

Sono elementi non essenziali che costituiscono un valore aggiunto. A parità di condizioni, l’azienda preferirà il candidato che possiede anche questi requisiti. Spesso includono lauree non strettamente necessarie per il ruolo, conoscenza di software secondari o tratti personali.

La regola del 75%: quando inviare la candidatura?

Ricorda: le aziende nell’annuncio descrivono il loro “candidato ideale” a livello teorico. Nella pratica, scelgono la persona che più vi si avvicina per competenze, requisiti e, soprattutto, atteggiamento mentale.

Come linea guida generale, dovresti candidarti se soddisfi almeno il 75% dei requisiti richiesti.

Se le competenze tecniche (hard skills) sono spesso date per scontate, a parità di condizioni ciò che fa la differenza è l’aspetto psicologico. Un atteggiamento positivo, orientato al problem-solving, e un’affinità culturale con l’azienda possono farti percepire come un candidato di grande potenziale, anche se ti manca quel 25% di requisiti “preferenziali”.

Usare la lettera di presentazione per colmare il gap

È qui che entra in gioco la lettera di presentazione. Non è una formalità, ma uno strumento strategico per spiegare al recruiter come soddisfi i requisiti.

  • In “attacco”: Serve per guidare la lettura del CV, mettendo in luce le prove di ciò che affermi e aiutando anche un recruiter non tecnico a capire il tuo valore.
  • In “difesa”: Serve per spiegare come puoi compensare eventuali mancanze. Ad esempio, puoi spiegare perché non hai la laurea richiesta ma hai 15 anni di esperienza specifica, o perché non hai mai lavorato ufficialmente nel settore ma hai competenze trasferibili o sviluppate in progetti personali.

Domande frequenti (FAQ) sul candidarsi agli annunci

La laurea serve per forza per lavorare? La laurea è necessaria per trovare lavoro?

Dipende. Per professioni regolamentate (medico, ingegnere, avvocato) sì, è un requisito essenziale e legale. In molti altri casi, è un titolo preferenziale. Una laurea in filosofia, ad esempio, non è obbligatoria per un ruolo manageriale, ma segnala capacità di analisi, problem solving e flessibilità mentale. Ho conosciuto eccellenti professionisti nel marketing, nella comunicazione e persino in ambiti tecnici che hanno trovato lavoro con successo anche senza laurea, grazie a una solida esperienza sul campo e a una robusta formazione continua. Quindi, la laurea può non essere fondamentale ma le competenze e la preparazione sì.

Devo candidarmi solo se soddisfo il 100% dei requisiti?

Assolutamente no. Come detto, se attendi l’annuncio perfetto per te al 100%, rischi di non candidarti mai. Se soddisfi tutti i requisiti essenziali e una buona parte di quelli preferenziali (la “regola del 75%”), invia la tua candidatura.

Cosa faccio se non raggiungo mai la soglia del 75%?

Se noti che, per i ruoli a cui aspiri, non riesci regolarmente a soddisfare più del 50-60% delle richieste, è il momento di una riflessione strategica. Potrebbe essere un segnale che stai mirando a posizioni non allineate o che, per raggiungere i tuoi obiettivi di carriera, ti mancano delle competenze specifiche. In tal caso, potrebbe essere necessaria una pausa per formarti e aggiornarti (upskilling o reskilling), recuperando così competitività sul mercato del lavoro.

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