Il feedback dopo il colloquio di lavoro: 3 casi quando ti serve davvero

Dopo aver affrontato i colloqui di selezione, le prove di assessment e le modalità di risposta col metodo STAR, voglio approfondire un tema che da sempre angoscia i candidati. Parlo del feedback dopo il colloquio di lavoro: quando ti serve davvero?

Ognuno di noi vorrebbe il proprio feedback personalizzato, ma rendiamoci conto che questa è una utopia. Anche se decidessi di richiedere un feedback dopo il colloquio, è difficile ottenerlo. Persino in Svizzera, dove è obbligo dare risposta ai candidati, non si può mandare un’analisi personalizzata a tutti, spiegando cosa cambiare per farsi assumere.

Tuttavia, puoi capirlo già da solo tramite i consigli che sto per darti, specialmente se ti stai chiedendo come capire se il colloquio è andato male.

Il feedback dopo il colloquio di lavoro: quando ti serve davvero? feedback dopo colloquio lavoro

Corazzarti contro il rifiuto

È la prima cosa che devi fare: nessuno può piacere a tutti e, citando un amico, “nemmeno Dio ci è riuscito”. Pertanto sarà inevitabile che alcune imprese non ti vogliano nonostante tu soddisfi tutti i requisiti.

La tua capacità di corazzarti contro i “no” assieme alla resilienza sono due capacità fondamentali da sviluppare quando cerchi lavoro.

Purtroppo anche affrontare i colloqui richiede esperienza e lo sviluppo di determinate competenze. Ti capiterà di ricevere numerosi messaggi di rifiuto, senza un vero feedback dopo il colloquio di lavoro e senza sapere bene perché le imprese ti hanno scartato.

Quando si viene rifiutati più e più volte, è normale sentirsi pervasi da un forte senso di squalifica, ma non devi demordere. Se mandi 10 CV e nessuno ti vuole conoscere può essere un caso, se ne mandi 100 ed ottieni solo “NO” devi riflettere sul tuo metodo. Allo stesso modo se arrivi alle interviste ma te le “bruci” e non le superi mai. Qui, l’istinto di richiedere un feedback dopo il colloquio di selezione diventa forte, ma spesso inutile.

So che è difficile imparare in un contesto dove i feedback strutturati sono rari, ma i segnali per capire da solo ci sono, ed è la strada maestra per trovare lavoro.

Capire la natura del feedback dopo colloquio

Il feedback è un “segnale di ritorno”. Nelle sue forme più strutturate, è uno strumento di crescita perché aiuta chi lo riceve a capire cosa sta facendo bene o male e come migliorarsi.

Nella selezione, spesso il feedback dopo il colloquio di lavoro è solo “idoneo o non idoneo” e per questo diventa difficile capire se e cosa sia andato storto.

Normalmente, le imprese danno feedback molto strutturati solo ai candidati ad alto potenziale che, per un qualsiasi motivo, non hanno superato la prova (magari sono ancora acerbi) ma potrebbero essere valide risorse in futuro.

La difficoltà principale è che le imprese sono diverse tra loro e ciò che si impara dal colloquio con una può non valere per le altre.

Ecco quindi dei consigli pratici per capire meglio:

  • Impara a dividere le imprese per sotto-categorie, ad esempio in base alla loro cultura. Se dividi le imprese in categorie, è più probabile che tu capisca cosa vuole un tipo di imprese e cosa un altro.
  • Confronta la tua performance con l’annuncio di lavoro iniziale: confrontando quello che hai portato con i requisiti (i bisogni aziendali) dovresti poter dire da solo se sei stato poco convincente o se hai dato prova di possedere i requisiti.
  • Presta attenzione alle tue reazioni e alla faccia dell’esaminatore: questo è fondamentale se cerchi come capire se il colloquio è andato male. Spesso uscirai con delle sensazioni “a pelle”. Un esercizio è prestare attenzione a tali sensazioni (pancia che si irrigidisce, disagio, sudore freddo), perché significa che hai avvertito che una tua reazione ha turbato l’esaminatore. Anche i recruiter più esperti lasciano trapelare emozioni tramite il linguaggio corporeo (sorrisi a denti stretti, smorfie, visi corrucciati): usale per rafforzare la tua auto-analisi.
  • Impara ad essere te stesso in modo controllato e a capire quando non dare importanza ai feedback. Non puoi cambiare chi sei per una singola impresa. Puoi cercare di accentuare o ridurre alcune tue qualità in base al contesto. Se un’impresa cerca persone estroverse ed energiche e tu sei calmo e riflessivo, c’è poco da fare. Sapere che non ti hanno preso per quello, anche se riuscissi a richiedere un feedback dopo il colloquio e te lo dicessero, non ti aiuterebbe la volta prossima.

Uno dei miei clienti è arrivato secondo in un’azienda leader nei servizi internet perché lo hanno trovato logorroico. Subito dopo, è stato assunto da un’impresa simile proprio perché hanno apprezzato la sua passione e voglia di comunicare.

Potrei raccontarti di persone scartate perché “troppo qualificate, troppo motivate, troppo gentili”. Sono cose che non sono “difetti da correggere” e tu puoi solo prenderne atto e andare avanti.

Quando il feedback ti serve davvero

Il feedback dopo il colloquio di selezione ti serve davvero solo nei seguenti casi:

  • quando sono proprio sbagliate le risposte che dai
  • quando ti stai auto-sabotando (e magari non te ne rendi conto)
  • quando hai grossi punti di forza, ma anche grossi scompensi (es. mancanza di qualifiche o competenze)

In tutti gli altri casi, non ti è essenziale e puoi essere tu il giudice della tua performance. Se hai dato il massimo e non sei stato preso, è possibile che sia stato scavalcato da una persona più qualificata. Altrimenti, dovresti essere in grado di capire da solo se e dove hai sbagliato.

In sintesi, l’attesa di un feedback dopo il colloquio di lavoro non deve trasformarsi in un blocco. Sviluppare la capacità di auto-analisi e la resilienza è fondamentale per navigare il processo di selezione con maggiore consapevolezza.

Sintesi e FAQ – risposte a domande frequenti su feedback dopo colloquio di selezione / lavoro

Sintesi dei Punti Chiave

  • Il feedback dopo il colloquio di lavoro strutturato è raro; le aziende lo forniscono principalmente a candidati ad alto potenziale che restano interessanti per il futuro.
  • È essenziale imparare ad auto-valutare la propria performance; analizza i segnali del recruiter (linguaggio del corpo), la coerenza con l’annuncio e le tue sensazioni “a pelle” per capire se il colloquio è andato male.
  • Il feedback esterno è cruciale solo in tre casi: se le risposte fornite sono oggettivamente sbagliate, se metti in atto comportamenti auto-sabotanti, o se esistono forti squilibri tra i tuoi punti di forza e le tue lacune (es. mancanza di qualifiche).

Domande Frequenti (FAQ)

  • Vale la pena richiedere un feedback dopo il colloquio? Puoi provarci, ma le aziende raramente forniscono un’analisi dettagliata a ogni persona. Spesso il feedback si limita a “idoneo” o “non idoneo” per mancanza di risorse.
  • Come posso migliorare se non ricevo feedback? Puoi migliorare attraverso l’auto-analisi. Confronta la tua prestazione con i requisiti dell’annuncio e osserva le reazioni dell’esaminatore per identificare i momenti critici. Questo è il metodo migliore per capire se il colloquio è andato male da solo.
  • Se vengo sempre scartato, è un problema di feedback? Se invii 100 CV e ottieni solo rifiuti, il problema potrebbe essere nel metodo di candidatura. Se superi i CV ma fallisci i colloqui, devi analizzare la tua performance, ma non sempre un rifiuto dipende da un tuo errore (a volte cercano solo un profilo caratteriale diverso).

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