L’importanza di prepararsi al colloquio di lavoro (o colloquio di selezione)
Ci siamo quasi. Dopo tanto impegno nel preparare e inviare il tuo CV, sei stato chiamato per un colloquio di lavoro (o colloquio di selezione). Questo è un momento cruciale: stai andando lì per conoscere l’azienda, capire se è adatta a te, ma soprattutto per dare il meglio di te stesso/a. Puoi permetterti di scegliere se lavorare per loro solo dopo averli conquistati!

Questo è un passaggio fondamentale della ricerca di lavoro. Il tuo scopo in ogni intervista è dare sempre il massimo per non precluderti alcuna opportunità e, al contempo, allenare la tua capacità di gestire i colloqui futuri. Arrivare con il giusto stato mentale e la preparazione adeguata è essenziale per massimizzare il risultato. Ecco perché ho deciso di offrirti 7 consigli pratici per prepararti al colloquio di lavoro con successo!
7 consigli pratici per un colloquio di selezione vincente
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Studia il ruolo per il quale ti sei candidato
Il primo passo è rileggere attentamente l’annuncio di lavoro. Controlla ogni requisito richiesto e confrontalo con il CV e il background che hai inviato. Svolgi un’auto-valutazione onesta:
- Dove coincidi perfettamente con il profilo?
- Dove, invece, la corrispondenza è inferiore?
È molto probabile che il colloquio si focalizzi proprio su queste aree di minore corrispondenza. Preparati a motivare perché sei comunque la persona giusta.
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Preparati al colloquio di lavoro con lo storytelling (metodo STAR)
Di conseguenza, devi preparare delle storie efficaci da raccontare. Lo storytelling è una tecnica di comunicazione persuasiva fondamentale.
Il metodo migliore da adottare durante una prova o colloquio di selezione, anche se non richiesto esplicitamente dal recruiter, è il metodo STAR:
- S (Situazione): Descrivi il contesto iniziale.
- T (Task/Compito): Spiega quale era il tuo obiettivo o compito.
- A (Azione): Dettaglia le azioni specifiche che hai intrapreso.
- R (Risultato): Concludi con il risultato concreto che hai ottenuto, collegandolo al contesto iniziale.
Prepara storie brevi, dirette al punto, plausibili e coerenti con il tuo CV. Devono essere di facile comprensione anche per un interlocutore non tecnico. Ti fornirò alcuni esempi più dettagliati per sfruttare questa potente tecnica che genera autorevolezza nel seguente articolo.
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Scopri come avverrà il colloquio di lavoro
Cerca di scoprire il più possibile sulle aspettative prima dell’incontro. Chi saranno i tuoi interlocutori? Sarà presente solo un recruiter HR o anche un manager di linea (il tuo potenziale futuro capo)? Quanto tempo avrai a disposizione?
A volte potrebbe esserti chiesto di preparare una presentazione, un project work o un video-CV. Non temere di fare domande se qualcosa non è chiaro: più informazioni hai, meglio puoi prepararti.
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Prepara un’auto-presentazione efficace
Una delle richieste più classiche al colloquio di lavoro è “Mi parli di lei”. Sembra facile, ma è una delle prove più difficili. Devi riassumere il valore che puoi offrire senza annoiare l’interlocutore.
Allenarti sull’auto-presentazione è fondamentale. Che sia una semplice presentazione orale o supportata da slide (come PowerPoint, Google Slides o strumenti simili), queste fasi sono cruciali.
Focalizzati sull’apertura e la chiusura
Pianifica e prova le parole esatte che userai per iniziare e terminare. Non devi imparare tutto a memoria, ma devi avere chiari i concetti chiave e le parole giuste per esprimerli.
Chiediti:
- Cosa posso dire di valore per destare l’interesse?
- Cosa posso dire di veramente importante in massimo 5 minuti?
- Cosa devo evitare perché controproducente?
Allenati rispettando i tempi
Fai le prove del colloquio di selezione con un cronometro. Molti candidati tendono a dilungarsi, perdendo l’attenzione del selezionatore. Cerca di stare nel tempo assegnato (spesso 5 minuti).
Pensa al tuo discorso come a un “elevator pitch”: la descrizione sintetica ed efficace che faresti di te stesso se incontrassi un manager in ascensore e avessi solo pochi minuti per convincerlo.
Usa slide semplici (se richieste)
Se devi usare PowerPoint (è raro che ti venga richiesto), ricorda che le peggiori presentazioni contengono troppo testo. Le slide sono un supporto, non un copione: utilizza immagini e parole chiave; l’accento deve essere su ciò che dici. Sono sufficienti 3-6 punti chiave e un’immagine per schermata.
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Sii il professionista che il datore di lavoro vorrebbe
A partire dalla job description, cerca di cogliere ogni segnale per capire esattamente cosa sta cercando l’azienda. Quali sono le sfide maggiori collegate alla posizione?
Cerca di capire quali problemi saresti chiamato a risolvere, i cosiddetti “pain points” (i nervi scoperti) per i quali quella posizione esiste. Proponiti come la soluzione a quel problema, portando fatti e casi simili che hai già risolto con successo. Abbi fiducia nelle tue capacità: questo non è il momento di essere modesti.
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Studia la storia dell’impresa per cui ti candidi
Per molte imprese, la motivazione si dimostra attraverso una conoscenza approfondita dell’azienda. Quando fai i “compiti a casa”, non limitarti a te stesso.
Raccogli ogni informazione utile sull’impresa:
- Chi decide? Chi saranno i tuoi interlocutori?
- Qual è la storia dell’azienda, la sua mission e vision?
- Quali sono i prodotti, i servizi, i dipartimenti?
Il sito aziendale è il punto di partenza: la sezione “Chi siamo” spesso rivela i valori aziendali. Analizza anche le pagine LinkedIn, Facebook e gli altri social media: mostrano l’immagine che l’azienda vuole dare di sé e i progetti su cui sta lavorando.
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Calma e sangue freddo
La notte prima del colloquio di lavoro è fondamentale dormire bene. Preserva la calma e arriva composto all’intervista. Mostrare entusiasmo è positivo, ma l’agitazione eccessiva è controproducente.
Ripensa ai tuoi successi passati, a quei momenti in cui sei stato eccezionale e che ti rendono fiero di te: ti aiuterà a trovare la giusta carica.
I 7 punti chiave per il colloquio
Per massimizzare le tue chance di successo, ricorda questi passaggi fondamentali:
- Analisi del ruolo: Comprendi a fondo la job description e i tuoi punti di forza/debolezza.
- Storytelling (STAR): Prepara racconti di successi passati (Situazione, Task, Azione, Risultato).
- Logistica: Chiedi chi parteciperà al colloquio e quali saranno le modalità.
- Auto-presentazione: Prepara un “elevator pitch” di 5 minuti sui tuoi punti di valore.
- Focalizzati sui problemi: Presentati come la soluzione ai “punti dolenti” dell’azienda.
- Studio dell’azienda: Informati su storia, valori, prodotti e presenza social.
- Gestione emotiva: Dormi a sufficienza e concentrati sui tuoi successi passati.
Conclusione: la preparazione batte la fortuna
Il successo in un colloquio di lavoro non è quasi mai frutto della fortuna. È il risultato di una preparazione strategica, empatica e meticolosa.
Seguendo questi 7 consigli, non solo dimostrerai la tua professionalità, ma sarai anche in grado di gestire l’incontro con maggiore sicurezza, trasformando l’ansia in energia positiva e convincendo l’azienda che sei tu la persona giusta per quel ruolo.
FAQ: Domande frequenti sulla preparazione al colloquio
Come devo rispondere alla domanda “Mi parli di lei”?
Questa è la tua occasione per il tuo “elevator pitch”. Non ripetere il CV (che hanno già letto). Concentrati su 3 punti in massimo 5 minuti:
- Chi sei professionalmente oggi;
- Un esempio chiave (usando il metodo STAR) che dimostri la tua competenza principale per quel ruolo;
- Perché sei interessato proprio a quell’azienda e a quella posizione.
Qual è la differenza tra un colloquio con il recruiter e uno con il datore di lavoro?
- Il recruiter (interno o esterno) è un professionista HR. Il suo obiettivo è fornire all’azienda candidati validi. Valuterà la tua coerenza, le tue competenze trasversali (soft skills) e la tua aderenza generale alla cultura aziendale. Sii trasparente, chiaro e professionale.
- Il datore di lavoro (o Hiring Manager, il tuo futuro capo) ha un obiettivo diverso: capire se sai risolvere i suoi problemi specifici. Con lui, devi essere più tecnico, parlare di risultati concreti, di valore aggiunto e di come puoi contribuire agli obiettivi del suo team.
Cosa devo assolutamente evitare durante un colloquio?
Ci sono alcuni errori che compromettono le tue chance: mentire sulle proprie competenze (vengono scoperte), mostrarsi incoerenti con quanto scritto sul CV, parlare male di ex datori di lavoro o colleghi e, infine, mostrarsi apatici o disinteressati all’azienda e al ruolo.



