Molti candidati, sfiancati da una ricerca di lavoro infruttuosa, concentrano i loro sforzi esclusivamente sugli annunci online ma il segreto è nell’imparare come cercare opportunità sfruttando il mercato nascosto del lavoro.
In tanti, infatti, provano con il fai-da-te e hanno ricevuto un’overdose di rifiuti: Il problema è che cercare lavoro rispondendo solo agli annunci è come pescare in superficie: i ruoli pubblicati rappresentano solo la punta dell’iceberg.
Devi sapere, infatti, che diverse ricerche, come una storica analisi del The Guardian, suggeriscono che fino al 60% delle posizioni lavorative vacanti non viene pubblicizzato. Se ti ostini a usare solo i siti di annunci, LinkedIn o i giornali, stai ignorando la fetta più grande delle opportunità.

Voglio spiegarti come accedere a queste posizioni e trovare il lavoro non pubblicizzato, entrando nel cosiddetto “mercato nascosto del lavoro”.
Perché esiste il mercato nascosto del lavoro ed è così importante?
In tempi di budget ristretti, le agenzie di recruiting e i datori di lavoro cercano attivamente di risparmiare, riducendo i costi pubblicitari. Preferiscono canali alternativi per acquisire candidati e costruire i propri database, come le candidature spontanee o le segnalazioni interne.
Inoltre, i lavori pubblicizzati attirano spesso centinaia di candidature. La competizione è feroce, talvolta folle e ingiusta. Pensi davvero che un recruiter abbia il tempo di leggere con attenzione tutti i CV ricevuti? O cercherà piuttosto di piazzare il primo buon candidato trovato per chiudere la selezione e passare alla successiva?
Rispondere agli annunci è utile—se il sistema non funzionasse affatto, si sarebbe già estinto—ma non deve essere il tuo unico canale. Investire tempo nella ricerca di posti di lavoro non pubblicizzati ti ripagherà: c’è meno competizione e sei meno soggetto alle distorsioni della selezione di massa.
Ecco alcune strategie pratiche per trovare queste posizioni.
4 strategie per accedere ai lavori non pubblicizzati
1. Il networking: la tua rete come acceleratore
Soprattutto tra le grandi aziende, è comune pagare bonus ai dipendenti che introducono talenti di valore. Questo fa risparmiare sui costi di agenzia e pubblicità. I dipendenti sono spesso i primi a sapere di una posizione aperta, ancor prima che venga formalizzata dalle Risorse Umane.
La tua prima strategia deve essere informare il tuo network: amici, conoscenti, ex colleghi. Fai sapere a tutti che stai cercando lavoro (ovviamente, con la dovuta discrezione se stai ancora lavorando). Se esistono posizioni non pubblicizzate nelle loro aziende, è probabile che possano aiutarti, ammesso che tu abbia le competenze giuste.
Questo non significa che il CV sia inutile, tutt’altro. Ti verrà sempre chiesto. Significa che inviare il tuo CV “a freddo” o solo tramite canali formali è molto meno efficace che lavorare sulle relazioni, presentando agli intermediari un profilo professionale ed efficace. Meglio inviare il tuo CV a 100 persone che rispondere a 100 annunci di lavoro!
2. Social recruiting e presenza online strategica
Abbiamo già parlato dell’importanza di avere un profilo LinkedIn aggiornato e ottimizzato, facile da trovare tramite parole chiave. Ma questo può non bastare, specialmente se non sei un profilo “raro” da head hunting.
Canali non convenzionali Frequenta gruppi tematici specifici per il tuo settore e fai sapere nella tua introduzione che sei alla ricerca. È possibile che altri membri ti contattino se hanno opportunità adeguate.
Anche se in Italia sono meno diffusi per il recruiting, canali alternativi e più recenti rispetto a LinkedIn, come Twitter (X), talvolta possono offrire un contatto diretto con manager o datori di lavoro, permettendoti di chiedere se hanno posizioni idonee. In tal caso, includi sempre un link al tuo profilo LinkedIn. Essendo piattaforme più immediate, alcuni interlocutori potrebbero apprezzare la tua iniziativa.
Allo stesso modo, alcune aziende usano Instagram ed altre piattaforme più giovani per il social recruiting, specialmente per raggiungere i millennials. Seguire anche le imprese su qesti social e una ricerca per hashtag specifici (#NomedellaziendaJobs, #AssunzioniRoma, ecc.) può farti scoprire opportunità interessanti.
Google Alerts Non sottovalutare Google Alerts. Imposta notifiche via email per eventi che potrebbero portare a un’opportunità, come concorsi o nuove aperture di posizioni specifiche. Inserisci le parole chiave che ti interessano (es. “nuova apertura sede [azienda] [tua città]”) e Google farà il lavoro di ricerca per te, dandoti un vantaggio per candidarti prima degli altri.
3. L’importanza di uscire: eventi e incontri di settore
Per trovare lavoro non serve stare chiusi in casa a inviare CV. Riscopri il valore delle relazioni dal vivo.
Il networking non è un’azione che “inizi a fare” magicamente quando cerchi lavoro; è un processo costante. Le tue conoscenze sono un patrimonio che può offrire direttamente un impiego o fornire l’informazione giusta per ottenerlo.
È sbagliato passare le giornate solo a inviare candidature online. Esci, parla con gli amici, partecipa a incontri di categoria, come quelli organizzati da associazioni, ordini professionali, conferenze e seminari. Oltre a mantenere alto l’umore grazie alla compagnia delle persone care, potresti trovare alleati che, notando il tuo talento, ti daranno le indicazioni giuste per proporti in modo efficace.
In Italia, presentarsi grazie alla sponsorizzazione di una persona nota aiuta ad abbassare le barriere di diffidenza e accelera la conoscenza reciproca.
Alcuni spunti per iniziare possono essere le attività di Confindustria e delle altre associazioni professionali della tua zona, Internations se è presente nella tua zona (è la più grande comunità di espatriati al mondo), così come i gruppi per approfondire le lingue straniere.
4. Candidature spontanee e contatto diretto
- Proponiti di persona (o con un contatto mirato) alle imprese che ti interessano, anche senza passare da internet se il tuo obiettivo sono le piccole imprese locali.
- Le richieste speculative inviate via email al responsabile HR generico, soprattutto in aziende strutturate, sono meno utili dell’identificare la persona che ha veramente potere decisionale e contattarla per proporre un progetto.
- Non puoi farlo a freddo: devi presentarti con un’analisi su misura per l’azienda, studiata tramite Google e LinkedIn. Il minimo utile è una spiegazione chiara del valore e dei vantaggi che la tua assunzione comporterebbe.
- In alternativa, identifica i manager di dipartimento: sono loro i nuovi recruiter a cui fare riferimento, poiché non sempre l’ufficio HR ha il potere decisionale finale sulla creazione di una nuova posizione.
Ricorda: nella ricerca di lavoro contano la qualità e la strategia, non la quantità.
5 consigli da portarti a casa: Punti chiave per il mercato nascosto del lavoro
- Oltre la superficie: Fino al 60% delle posizioni lavorative non viene pubblicato online.
- Networking attivo: Informa la tua rete (amici, ex colleghi) che stai cercando. Le segnalazioni interne sono il canale preferito dalle aziende.
- Social strategici: Usa LinkedIn, ma esplora anche canali diretti (Twitter/X) e Google Alerts per anticipare le aperture.
- Contatto diretto: Invia candidature spontanee mirate ai manager decisionali o ai capi dipartimento, non solo all’indirizzo email generico delle Risorse Umane.
- Qualità > Quantità: Meglio 10 candidature mirate e ragionate che 100 invii di massa.
FAQ sul mercato nascosto del lavoro
D: Cos’è esattamente il mercato nascosto del lavoro? R: È l’insieme di tutte le opportunità di lavoro che non vengono rese pubbliche attraverso i canali di recruiting tradizionali (siti di annunci, agenzie per il lavoro). Queste posizioni vengono coperte tramite passaparola, segnalazioni interne, candidature spontanee o contatti diretti.
D: La candidatura spontanea funziona ancora? R: Sì, ma solo se è strategica. Inviare un CV generico all’email “info@” o “lavoraconnoi@” di 100 aziende ha un’efficacia bassissima. Funziona se identifichi la persona giusta (es. il Direttore Marketing, se sei un marketer) e invii una proposta mirata che evidenzi come puoi risolvere un suo problema specifico.
D: Il networking è solo per estroversi? R: Assolutamente no. Il networking non significa essere l’anima della festa, ma costruire e mantenere relazioni professionali basate sulla fiducia reciproca. Puoi farlo anche attraverso LinkedIn, partecipando a discussioni di settore o semplicemente ricontattando un ex collega per un caffè (virtuale o reale).




Una risposta
Perfetto Mattia.
Articolo stupendo.